Atmosfera cinematografica per La fanciulla del West
“La fanciulla del West” di Giacomo Puccini ritorna al Teatro dell’Opera dopo la prima italiana del 1911 in occasione del 150esimo anno dalla nascita del grande compositore di Lucca. Opera in 3 atti, su libretto di Civinini e Zangarini, tratto dal dramma “The girl of the golden West” di Belasco, lo spettacolo racconta, nella California dei cercatori d’oro, un triangolo amoroso con inusuale lieto fine (per Puccini) per la bella Minnie, desiderata dall’arrogante sceriffo Jack Rance, ma innamorata del bandito redento Dick Johnson con il quale comincerà una nuova, onesta vita. La più sinfonica e sperimentale fra le opere del repertorio di Puccini è di gusto inedito e archetipico, quasi a precorrere e fondare il western classico americano. Ritmo serrato per questo nuovo allestimento che rifiuta audaci sperimentazioni per favorire il realismo e la semplicità narrativa grazie alla regia rigorosa di Giancarlo del Monaco che privilegia il movimento, l’azione e le passioni per una messinscena dal gusto palesemente cinematografico. Stupiscono le bellissime scene (curate dal regista stesso) che sembrano provenire direttamente dai film di John Ford, cominciando dagli interni in legno del luminoso saloon. Nel II atto è di grande effetto il contrasto ottenuto fra l’interno della dimora di Minnie soffusamente illuminata e l’esterno notturno dove nevica incessantemente, fino alla ‘licenza’ che il regista si concede nel III atto ambientandolo non nella selva californiana che si intravede sullo sfondo, ma in uno scorcio di una tipica città del vecchio West con livida illuminazione notturna. È asciutta e di gran classe la direzione musicale del Maestro Gelmetti, che fa rivivere una partitura quasi sinfonica, complessa e raffinatissima sul piano armonico, arricchita di intuizioni e invenzioni musicali e orchestrali (tra cui la macchina del vento) in linea con le avanguardie e le sperimentazioni del primo Novecento, che affida un ruolo predominante non alle voci, ma all’orchestra. Le grandi romanze infatti lasciano spazio a una varietà di stili con canti folkloristici o motivi americani che assicurano una continuità musicale che emuli il dialogo, ricreando un vivace e realistico stile di conversazione sostenuto dalla coralità dei molti personaggi che certo svolgono un ruolo non di puro contorno. Assolutamente innovativa nel repertorio pucciniano è Minnie, eroina dalla personalità poliedrica, coraggiosa e passionale (indossa quasi sempre qualcosa di rosso), qui interpretata dal soprano Janice Baird, di notevoli capacità vocali dai toni ora morbidi, ora squillanti. Autorevole l’interpretazione di Mauro Buda, voce modulata e nitida, nel ruolo del geloso sceriffo Rance. Ottima la presenza scenica e molto convincente l’interpretazione del tenore Nicola Martinucci nel ruolo dell’appassionato Johnson, self – made man del sogno americano.
Fabiana Raponi
DATA: dall' 8 al 15 aprile 2008
TITOLO SPETTACOLO: LA FANCIULLA DEL WEST
REGIA: Giancarlo Del Monaco
LIBRETTO: Guelfo Civinini e Carlo Zangarini
TRATTO DA: The Girl of the Golden West di David Belasco
INTERPRETI: MinnieDaniela Dessì, Janice Baird, Virginia Todisco, Jack RanceSilvano Carroli, Mauro Buda, Dick JohnsonFabio Armiliato, Renzo Zulian, Nicola Martinucci
MUSICA: Giacomo Puccini
DIRETTORE: Gianluigi Gelmetti
MAESTRO DEL CORO: Andrea Giorgi
SCENE E COSTUMI: Michael Scott
LUCI: Alessandro Santini
ORARIO SPETTACOLI:
8 aprile ore 20.30
9 aprile ore 20.30
10 aprile ore 20.30
11 aprile ore 20.30
12 aprile ore 18.00
13 aprile ore 17.00
Maggiori info sullo SPETTACOLO

















